
Quanti corridori sono riusciti a iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del Tour de France, del Giro d’Italia e della Vuelta a España? Il ciclismo professionistico conta migliaia di partecipanti ogni stagione, ma solo una manciata di campioni ha vinto la classifica generale dei tre grandi giri. Analizzare questo gruppo ristretto permette di misurare quanto questo exploit rimanga raro e di capire cosa distingue questi corridori dal resto del gruppo.
Età al momento del triplete: un indicatore di precocità o di resistenza
Il dato più rivelatore non è il numero di vittorie accumulate, ma l’età alla quale ogni corridore ha completato il suo triplete. Questo parametro distingue due profili molto diversi tra i ciclisti che hanno vinto i 3 grandi giri.
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Jonas Vingegaard ha completato la serie a 29 anni vincendo il Giro 2026, diventando l’ottavo corridore della storia a realizzare questo exploit. A titolo di confronto, diversi suoi predecessori avevano atteso di superare la trentina per completare la loro collezione. Questo ringiovanimento del triplete coincide con l’evoluzione della preparazione fisica e del supporto delle squadre moderne.
Al contrario, altri campioni hanno costruito il loro palmarès nel tempo, puntando a un grande giro diverso a seconda delle stagioni e della forma del momento. Il profilo del corridore “resistente”, capace di performare su un’intera decade, si oppone al profilo del campione precoce che domina rapidamente le tre corse.
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Tabella comparativa dei vincitori dei tre grandi giri
La tabella qui sotto raggruppa i corridori che hanno vinto almeno una volta ciascuno dei tre grandi giri nel corso della loro carriera.
| Corridore | Nazionalità | Tour de France | Giro | Vuelta |
|---|---|---|---|---|
| Eddy Merckx | Belgio | 5 | 5 | 1 |
| Bernard Hinault | Francia | 5 | 3 | 2 |
| Jacques Anquetil | Francia | 5 | 2 | 1 |
| Alberto Contador | Spagna | 2 | 2 | 3 |
| Vincenzo Nibali | Italia | 1 | 2 | 1 |
| Chris Froome | Regno Unito | 4 | 1 | 1 |
| Felice Gimondi | Italia | 1 | 3 | 1 |
| Jonas Vingegaard | Danimarca | 2 | 1 | 1 |
La lettura di questa tabella rivela un netto squilibrio. I corridori più prolifici (Merckx, Hinault, Anquetil) concentrano le loro vittorie sul Tour de France e sul Giro. La Vuelta rimane spesso l’ultimo grande giro conquistato, quello che completa la collezione senza essere il terreno di caccia principale.
Specializzazione dei corridori moderni e rarità del triplete
Il ciclismo contemporaneo spinge verso un’iper-specializzazione. Le squadre costruiscono intere stagioni attorno a un solo obiettivo di classifica generale. Un leader di grande giro di solito punta solo a una, a volte due corse a tappe nell’anno.
Questa tendenza rende il profilo del corridore capace di vincere i tre grandi giri sempre più raro. I scalatori puri ottimizzano il loro picco di forma per il Tour de France o il Giro. Gli specialisti della Vuelta sfruttano il caldo e gli arrivi in alta quota spagnoli. Vincere su tre terreni richiede una versatilità diventata eccezionale.
- Il Tour de France favorisce i corridori regolari su tre settimane, con una maglia gialla spesso decisa su alcune tappe di montagna e un cronometro lungo
- Il Giro d’Italia propone percorsi più imprevedibili, con tappe di media montagna insidiose e condizioni meteorologiche variabili a maggio
- La Vuelta a España, disputata a fine stagione sotto il caldo, premia i corridori capaci di gestire la fatica accumulata e le pendenze elevate dei passi spagnoli
Ogni corsa impone qualità distinte. Un scalatore esplosivo può dominare la Vuelta senza mai imporsi al Tour de France, dove la gestione del tempo e il lavoro di squadra pesano di più.

Vingegaard e Pogačar: il triplete come obiettivo della rivalità attuale
Le recenti notizie hanno riportato questo exploit al centro dei dibattiti. Vingegaard è diventato nel 2026 l’ottavo membro di questo club esclusivo vincendo il suo primo Giro. Tadej Pogačar, che ha vinto il Giro e il Tour de France nel 2024, non ha ancora conquistato la Vuelta.
Pogačar rimane il favorito logico per completare il triplete, considerando la sua capacità di dominare in montagna e contro il tempo. Il fatto che Vingegaard lo abbia preceduto in questa ricerca aggiunge una dimensione ulteriore alla loro rivalità.
Questo duello illustra anche un cambiamento nella gerarchia simbolica del ciclismo. Il dibattito sui più grandi campioni non si limita più al numero di Tour de France. Il triplete dei grandi giri diventa un criterio di confronto a sé stante, al pari della vittoria nei Monumenti del ciclismo.
Il triplete dei grandi giri di fronte ai Monumenti: due misure della grandezza
Le analisi recenti mostrano che la discussione sui migliori corridori della storia integra ormai la combinazione grandi giri e classiche. Un corridore che vince i tre grandi giri senza mai vincere un Monumento (Milano-San Remo, Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix, Liegi-Bastogne-Liegi, Giro di Lombardia) presenta un palmarès diverso da quello che accumula entrambi.
Eddy Merckx rimane il riferimento assoluto su questo doppio criterio: vincitore dei tre grandi giri e di tutti i Monumenti. Nessun corridore attivo si avvicina a questa completezza. Pogačar ha vinto diversi Monumenti, il che alimenta il dibattito sulla sua posizione nella storia, mentre Vingegaard si è concentrato sulle corse a tappe.
Solo otto corridori hanno vinto i tre grandi giri dalla creazione della Vuelta. Questo numero, stabile per anni prima dell’arrivo di Vingegaard, potrebbe evolvere se Pogačar punta alla Vuelta nelle stagioni a venire. La rarità di questo exploit, in un gruppo sempre più specializzato, conferma che si tratta del marcatore più esigente del ciclismo di classifica generale.